Tendo sempre a percepire il luogo in cui sono chiamata a lavorare per capire cosa posso trarne. Lo spazio in dialogo con l’installazione diventa luogo ottico/cinetico/esperenziale che passa attraverso la realtà per permettere alla potenzialità dell’invisibile di palesarsi attraverso il corpo, i segni e nuove architetture. In occasione di Endecameron 21, ho realizzato una installazione nella Corte Grande incentrata sul tema del quadrato, elemento ricorrente nel Castello di Rocca Sinibalda, che si trasforma in sezione luminosa. Simbolo della terra e dell’ordine, il quadrato si inserisce nella dialettica Caos/Cosmos come volesse imprimere una direzione, dare un po’ di ordine.